La protesta arriva anche in Italia: oltre mille persone in piazza a Milano il 10 ottobre contro i data center
In breve
- La polizia olandese ha reso noto l’arresto di 150-200 persone dopo l’occupazione, il 6 novembre 2026, del cantiere di un data center Microsoft ad Amsterdam.
- La campagna “Stop Dirty Data Centres” ha coordinato manifestazioni in almeno 15 Paesi nello stesso weekend.
- In Italia, la rete “Stop Data Center” ha organizzato il 10 ottobre 2026 a Milano la prima manifestazione nazionale contro i data center, con oltre mille partecipanti secondo stime di stampa.
Venerdì centinaia di attivisti hanno occupato il cantiere di un data center Microsoft ad Amsterdam, la polizia olandese ha annunciato tra 150 e 200 arresti. Anche in Italia la protesta contro i data center si è fatta sentire nelle ultime settimane.
La polizia olandese ha dichiarato che le persone fermate sono sospettate di violazione di proprietà privata. Microsoft ha fatto sapere di essere a conoscenza della manifestazione, di rispettare il diritto alla protesta pacifica, ma di non tollerare atti illegali o azioni che mettano a rischio l’incolumità delle persone.
Secondo gli organizzatori, l’azione di Amsterdam ha aperto due giornate di mobilitazione a livello europeo contro la rapida espansione dei data center per il cloud e l’intelligenza artificiale. Per i lettori italiani non si tratta di un tema lontano: proprio a Milano si è svolta da poche settimane la prima manifestazione nazionale del genere.
Cantiere occupato, gru, fumogeni
Nel quartiere di Sloterdijk ad Amsterdam, venerdì pomeriggio centinaia di manifestanti sono entrati nel cantiere di un data center Microsoft in costruzione. Alcuni sono saliti su una gru da cantiere e hanno acceso fumogeni, con scontri con la polizia. Nel tardo pomeriggio le forze dell’ordine hanno sgomberato l’area.
L’azione è stata organizzata dal gruppo olandese “Geef Tegengas” (“Push Back”). La campagna ombrello “Stop Dirty Data Centres” parla di circa 100 organizzazioni coinvolte in 15 Paesi, scese in piazza per la prima volta insieme a livello europeo, anche a Londra e Vienna.
Milano: oltre mille in piazza, quaranta comitati in rete
In Italia la mobilitazione si è strutturata rapidamente nel 2026. A luglio è nata la rete “Stop Data Center”, che riunisce decine di comitati lombardi; il 9 ottobre la rete ha chiesto al governo e al ministero dell’Ambiente una moratoria sulle nuove autorizzazioni fino a un piano nazionale. Il 10 ottobre 2026 si è tenuta in piazza della Scala a Milano la prima manifestazione nazionale contro i data center: secondo stime di stampa hanno partecipato oltre mille persone e una quarantina di comitati, arrivati anche da Pavia e dal Piemonte.
Tra i casi citati dai comitati c’è quello di San Bovio, frazione di Peschiera Borromeo, dove Microsoft sta costruendo un data center vicino a un quartiere residenziale: una petizione contro il progetto ha superato le 4.000 firme, con residenti preoccupati per rumore e illuminazione notturna. Secondo Enrico Duranti, del comitato di Lacchiarella, i trenta data center lombardi in fase di valutazione potrebbero da soli assorbire il 10% del fabbisogno energetico italiano, se tutti approvati. Non tutte le opposizioni sono univoche: la deputata Giulia Pastorella (Azione) ritiene infondati i timori sul consumo d’acqua dei nuovi impianti, che userebbero perlopiù raffreddamento ad aria o a circuito chiuso.
«Non vogliamo che queste strutture abbiano un impatto così rilevante su un unico territorio.»
Fabiana Di Pino, rete Stop Data Center
Secondo il Politecnico di Milano, nei prossimi tre anni quasi un quarto dei nuovi data center europei sorgerà nella città metropolitana di Milano. L’Italia non ha ancora una legge nazionale sui data center: la Lombardia ha approvato una propria legge regionale a maggio 2026 e ha annunciato modifiche entro un mese per favorire le aree industriali dismesse, senza però renderle obbligatorie.
Germania: 13 miliardi di litri oggi, fino a 27 miliardi nel 2030
È in Germania che il fenomeno è stato quantificato con più precisione finora. Secondo una ricerca dell’Öko-Institut per Greenpeace (in tedesco) pubblicata il 2 novembre 2026, nel 2025 i data center tedeschi hanno consumato circa 13 miliardi di litri d’acqua per il raffreddamento, pari secondo lo studio al fabbisogno idrico potabile di circa 275.000 persone. Entro il 2030 il consumo potrebbe raddoppiare fino a 27 miliardi di litri l’anno, trainato dalla crescita dei consumi elettrici legati all’intelligenza artificiale.
L’associazione digitale tedesca Bitkom offre una lettura diversa: secondo un registro UE, il consumo d’acqua per kilowattora di potenza allacciata sarebbe sceso da 0,55 nel 2023 a 0,4 nel 2025, e il 65% dei data center tedeschi avrebbe già un consumo diretto d’acqua “molto basso”.
Cosa verificare quando viene proposto un data center nella propria zona
- Che tecnologia di raffreddamento è prevista, ed è stata pubblicata una valutazione d’impatto ambientale sul consumo d’acqua?
- Quale potenza di allaccio in megawatt è prevista, e da quale fonte verrà prelevata l’acqua di raffreddamento?
- Esiste una procedura di partecipazione pubblica, e quando scadono i termini per le osservazioni?
- Cosa dice il gestore idrico o elettrico locale su capacità disponibile e rischio siccità nella zona?
Quale ruolo dovrebbe avere il consumo di acqua ed energia dei data center nella scelta di un sito vicino a casa vostra? Scrivetecelo nei commenti.
Domande frequenti
Perché gli attivisti hanno protestato contro il data center Microsoft ad Amsterdam?
I manifestanti contestano la rapida espansione dei data center per cloud e intelligenza artificiale, in particolare il consumo di energia e acqua e la mancanza di controllo pubblico. La polizia olandese ha annunciato tra 150 e 200 arresti per violazione di proprietà.
C’è stata una protesta simile in Italia?
Sì. Il 10 ottobre 2026 si è tenuta a Milano la prima manifestazione nazionale contro i data center, con oltre mille partecipanti secondo stime di stampa, organizzata dalla rete “Stop Data Center”.
Quanti data center sono in valutazione in Lombardia?
Secondo i comitati locali, circa trenta progetti sono in fase di valutazione nella regione, che da sola potrebbe assorbire fino al 10% del fabbisogno energetico italiano se tutti approvati.
Quanta acqua consumano i data center in Germania?
Secondo uno studio realizzato per Greenpeace, circa 13 miliardi di litri nel 2025, con una possibile crescita fino a 27 miliardi di litri entro il 2030.
Fonti e aggiornamento
- Öko-Institut per Greenpeace: studio sul consumo d’acqua dei data center tedeschi, aggiornato a 11/2026 (in tedesco)
- Bitkom: comunicato del 3 novembre 2026 (in tedesco)
- Polizia olandese e Microsoft: dichiarazioni del 6 novembre 2026 sull’occupazione del cantiere di Amsterdam-Sloterdijk
- Il Post: il movimento Stop Data Center in Italia, 18 ottobre 2026
Ricerca e dati aggiornati al 7 novembre 2026.
Nota di trasparenza: nella ricerca, nella strutturazione e nella stesura di questo articolo sono stati utilizzati strumenti basati sull’IA. Le fonti utilizzate sono indicate nell’articolo. La pubblicazione avviene solo dopo l’approvazione redazionale manuale. Versione per l’Italia di un articolo di Trend del Web, adattata al contesto italiano.
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