Fineco, Directa, Trade Republic e DEGIRO a confronto: cosa cambia dopo il divieto UE del PFOF
In breve
- Dal 1° luglio 2026 il “payment for order flow” (PFOF) – le commissioni che i market maker pagavano ai broker per ricevere gli ordini dei clienti – è vietato in tutta l’Unione Europea, in base al Regolamento (UE) 2024/791 che modifica il MiFIR.
- In Italia la pratica non ha mai avuto grande diffusione: il Paese non ha chiesto la deroga temporanea che la Germania ha ottenuto fino al 30 giugno 2026 per i propri residenti.
- Confrontando i tariffari pubblicati dai principali broker online attivi in Italia, un ordine su azioni della Borsa Italiana costa oggi da 1 euro (Trade Republic, modalità “Prezzo Migliore”) a 5 euro (Directa, profilo “Semplice”), con Fineco e DEGIRO nel mezzo.
- La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) resta l’autorità che vigila sul rispetto delle regole MiFID II/MiFIR da parte degli intermediari italiani, incluso l’obbligo di “best execution” ora rafforzato dal divieto PFOF.
Dal 1° luglio 2026 il payment for order flow è vietato in tutta l’UE. In Italia l’effetto sui prezzi resta limitato, ma Fineco, Directa, Trade Republic e DEGIRO applicano comunque commissioni diverse per lo stesso ordine.
Il payment for order flow era il meccanismo con cui alcuni market maker pagavano i broker per ricevere il flusso di ordini dei clienti al dettaglio, spesso un market maker per volta. Il sistema permetteva a diversi neobroker europei di offrire ordini gratuiti o quasi, ma creava un conflitto d’interessi: il broker poteva indirizzare l’ordine verso chi pagava di più, non verso chi offriva il prezzo migliore. Studi dell’autorità olandese AFM e di quella spagnola CNMV avevano rilevato, in molti casi, un’esecuzione peggiore per il cliente finale.
In Italia, dove la negoziazione è storicamente concentrata su Borsa Italiana e i broker si basano su commissioni esplicite, il tema non ha mai acquisito lo stesso peso che in Germania o Paesi Bassi. Il divieto riguarda comunque anche gli italiani che usano piattaforme paneuropee come Trade Republic o DEGIRO.
Il divieto PFOF e il ruolo della CONSOB
Il Regolamento (UE) 2024/791, che modifica il regolamento MiFIR, vieta il payment for order flow in tutta l’Unione Europea dal 1° luglio 2026 (secondo alcune fonti la data tecnica di entrata in vigore del divieto è il 30 giugno 2026: la differenza di un giorno dipende dal modo in cui le fonti contano l’ultimo giorno della deroga tedesca). La Germania aveva ottenuto una deroga temporanea, valida solo per i clienti residenti in Germania e fino al 30 giugno 2026; l’Italia non l’ha richiesta.
In Italia la vigilanza sul rispetto delle regole MiFID II/MiFIR da parte di banche, SIM e succursali di intermediari esteri spetta alla CONSOB, l’autorità indipendente che vigila sui mercati finanziari italiani. Tra i suoi compiti rientra il controllo sul rispetto dell’obbligo di “best execution”, cioè l’esecuzione degli ordini dei clienti alle condizioni più favorevoli disponibili: un obbligo che il divieto PFOF rafforza, perché toglie agli intermediari un incentivo economico a instradare gli ordini verso una controparte in cambio di un pagamento.
„Il PFOF è difficilmente compatibile con gli obblighi di best execution previsti dalla MiFID II.”
ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), dichiarazione pubblica sul PFOF, 2021
Dopo il divieto, alcuni grandi broker paneuropei hanno cambiato modello: Trade Republic esegue ora gli ordini anche come “market maker” interno, attraverso una propria sede di negoziazione autorizzata dalla BaFin tedesca all’inizio del 2026, mentre Scalable Capital utilizza la propria piattaforma EIX. Per i clienti italiani di questi broker, il cambiamento si traduce soprattutto in una nuova distinzione tra ordine a “prezzo migliore” e ordine con sede di esecuzione scelta dal cliente, come mostra la tabella seguente.
Simulazione: costo annuo di 10 ordini da 1.000 euro
- Ipotesi: dieci ordini su azioni nell’arco di un anno, ciascuno da 1.000 euro, eseguiti sulla Borsa Italiana.
- Trade Republic (Prezzo Migliore): 1 euro per ordine, quindi circa 10 euro l’anno.
- Directa (profilo Semplice): 5 euro fissi per ordine, quindi 50 euro l’anno.
- Fineco (Conto Trading, commissione variabile): 0,19% del valore, con un minimo di 2,95 euro; su un ordine da 1.000 euro si applica il minimo, quindi circa 29,50 euro l’anno.
Calcolo: numero di ordini moltiplicato per la commissione unitaria pubblicata da ciascun broker. Non sono incluse eventuali commissioni di custodia o canoni, quando previsti.
Quanto costa oggi un ordine in Italia
La tabella seguente riepiloga le commissioni pubblicate dai principali broker online attivi in Italia per un ordine su azioni della Borsa Italiana, con valore indicativo di 1.000 euro. Le cifre sono tratte dai tariffari ufficiali o da confronti indipendenti aggiornati a novembre 2026.
| Broker | Ordine su Borsa Italiana | Nota |
|---|---|---|
| Trade Republic | 1,00 € | Modalità “Prezzo Migliore” (predefinita dal luglio 2026); sede di esecuzione scelta dal cliente 2,00 € |
| DEGIRO | 2,00 € | Per ordine su azioni italiane; ETF non “core selection” 3,00 € |
| Fineco (Conto Trading) | min. 2,95 € | Commissione variabile 0,19% del controvalore, minimo 2,95 €, massimo 19 € |
| Directa (profilo Semplice) | 5,00 € | Commissione fissa indipendente dal valore dell’ordine; nessun canone di conto |
Fonti: pagina ufficiale delle commissioni Fineco (it.finecobank.com); analisi indipendente curvo.eu su Trade Republic, DEGIRO e Directa, stato novembre 2026. Le condizioni effettive possono variare in base al profilo scelto, al numero di operazioni mensili e al mercato di negoziazione.
Rispetto alla Germania, dove la Stiftung Warentest (l’istituto tedesco di test comparativi sui consumatori) ha rilevato differenze superiori a 800 euro l’anno tra il deposito titoli più economico e quello più caro (in tedesco), il divario tra i broker online attivi in Italia resta contenuto a pochi euro per ordine. La differenza più grande non riguarda tanto i neobroker tra loro, quanto il tipo di conto scelto all’interno dello stesso broker.
Fineco e Directa: due modelli di commissione diversi
Fineco, la banca diretta più diffusa in Italia per il trading online, applica tariffe diverse a seconda del conto: nel “Conto Fineco Trading” la commissione è variabile (0,19% del controvalore, tra un minimo di 2,95 euro e un massimo di 19 euro su Borsa Italiana); nei conti correnti con piani fissi (One, Classic, Max) la commissione dipende invece da fasce mensili, con tariffe che vanno da 2,95 euro per chi ha meno di 30 anni fino a 19 euro per chi effettua poche operazioni in un mese.
Directa, la SIM torinese quotata in Borsa dal dicembre 2021, non applica alcun canone di apertura, chiusura o inattività del conto. Il cliente sceglie tra tre profili di commissione: “Semplice” (5 euro fissi per ordine), “Dinamico” (da 1,50 a 8 euro, in calo con il numero di operazioni nella stessa giornata) e “Variabile” (1,9% del valore, con minimo 1,50 euro e massimo 18 euro). Chi opera raramente trova quindi conveniente il profilo Semplice o Dinamico, mentre chi fa poche operazioni di importo molto piccolo può preferire la Variabile.
Checklist prima di scegliere un conto titoli
- Confrontare la commissione per ordine sul proprio mercato di riferimento (tipicamente Borsa Italiana), non solo la tariffa pubblicizzata come “più bassa”.
- Verificare se il broker applica un canone di conto o di custodia, anche quando l’apertura è gratuita.
- Controllare se la commissione cambia scegliendo la sede di esecuzione (come nel caso di Trade Republic dopo il divieto PFOF) o resta fissa.
- Per chi investe soprattutto tramite piani di accumulo in ETF, guardare al costo del piano stesso più che al prezzo dell’ordine singolo.
- In caso di dubbi su un intermediario, verificare che sia autorizzato e vigilato in Italia o in un altro Stato dell’Unione Europea.
Per chi investe poco e raramente, soprattutto tramite piani di accumulo in ETF, la voce più rilevante resta spesso l’eventuale canone di conto più che il costo del singolo ordine. Per chi compra e vende azioni con una certa frequenza, invece, la commissione per ordine pesa di più nel bilancio annuale, come mostra la simulazione sopra.
Domande frequenti
Cos’è il payment for order flow (PFOF)?
Un pagamento con cui un market maker remunerava il broker per ricevere gli ordini dei clienti al dettaglio. Il broker non addebitava commissioni esplicite al cliente, ma guadagnava dalla retrocessione del market maker. Dal 1° luglio 2026 questa pratica è vietata in tutta l’Unione Europea.
Perché l’Italia non ha chiesto una deroga come la Germania?
Perché il PFOF non aveva mai avuto una diffusione significativa tra i broker che operano in Italia, dove la negoziazione è storicamente concentrata su Borsa Italiana e basata su commissioni esplicite. La Germania, al contrario, aveva diversi neobroker che si finanziavano in parte con questo meccanismo.
Quanto costa oggi un ordine su azioni italiane?
In base ai tariffari pubblicati, si va da 1 euro per ordine con Trade Republic in modalità “Prezzo Migliore” a 5 euro con Directa nel profilo “Semplice”, passando per 2 euro con DEGIRO e un minimo di 2,95 euro con il Conto Fineco Trading.
Il divieto PFOF rende più cari i broker che lo usavano?
Per i clienti italiani di piattaforme paneuropee come Trade Republic, il cambiamento principale è la distinzione tra un ordine a “prezzo migliore” (1 euro) e un ordine con sede di esecuzione scelta dal cliente (2 euro), introdotta proprio in risposta al divieto in vigore dal 1° luglio 2026.
Fonti e aggiornamento
- Regolamento (UE) 2024/791 del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica il regolamento (UE) n. 600/2014 (MiFIR) – tabella di concordanza del Dipartimento Politiche Europee (politicheeuropee.gov.it).
- CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa): area pubblica dedicata a MiFID II (consob.it).
- ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati): dichiarazione pubblica su PFOF e broker a commissione zero, 2021 (esma.europa.eu).
- Money.it: “Il trading ‘gratis’ non esiste più. Dal 1° luglio l’Europa chiude i conti con il PFOF”, 2026 (money.it).
- Curvo: “Payment for order flow (PFOF): cos’è e perché è controverso”, con dettagli sul divieto UE e sui broker coinvolti (curvo.eu).
- Curvo: analisi delle commissioni di Trade Republic, Directa e DEGIRO, stato novembre 2026 (Trade Republic, Directa, DEGIRO).
- Fineco: pagina ufficiale delle commissioni di trading (it.finecobank.com).
- Stiftung Warentest (istituto tedesco di test comparativi): comunicato stampa sui costi dei depositi titoli in Germania, 12 ottobre 2026, citato come confronto (in tedesco).
Ricerca e dati aggiornati al: 3 novembre 2026.
Nota di trasparenza: nella ricerca, nella strutturazione e nella stesura di questo articolo sono stati utilizzati strumenti basati sull’IA. Le fonti utilizzate sono indicate nell’articolo. La pubblicazione avviene solo dopo l’approvazione redazionale manuale. Versione per l’Italia basata su un articolo di Trend del Web, elaborata e verificata con fonti italiane.
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